LA COMUNITÀ EDUCATIVA

LA PRIMA CONDIZIONE PER ESSERE COMUNITÀ È SENTIRSENE PARTE

Una sfida che viviamo tutti insieme

Fma, laici, exallievi, genitori, ragazzi e collaboratori realizzano nella nostra casa quanto stabilito dalle Costituzioni delle FMA:

“La comunità educante ha il compito di assicurare la convergenza e la continuità degli interventi educativi nella realizzazione di un unico progetto. Essa è autentica se vive in comunione gli ideali che annuncia, sensibile alle sollecitazioni che vengono dalla Chiesa e dall’ambiente sociale, e attenta ai valori di cui ogni persona è portatrice” (n. 68)

Sono membri della Comunità educante tutti coloro che, a vario titolo, partecipano alla vita della nostra scuola: il nucleo è costituito dalla Comunità FMA locale, ma accanto ad essa si annoverano anche tutti i giovani e i ragazzi che frequentano la nostra scuolai docenti della scuola primaria, i docenti della scuola secondaria di primo grado e il personale non docentele famiglie e tutti i collaboratori. Ne fanno parte comunque tutti coloro che frequentano abitualmente gli ambienti educativi, condividendone e attuandone la proposta.

Si appartiene alla Comunità educante con livelli di partecipazione di varia intensità, dai più convinti ai più deboli; utile può essere l’immagine di una realtà a cerchi concentrici, in cui c’è un continuo movimento dalla periferia al centro.

Istituto Maria Ausiliatrice Giaveno - Comunità Educativa (img 2)
Istituto Maria Ausiliatrice Giaveno - Comunità Educativa (img 1)

I genitori possono avvalersi di Associazioni di Genitori (A.G.E.S.C) e aderire all’Associazione dei Salesiani Cooperatori.

Non si può dimenticare la presenza delle giovani e dei giovani. Essi sono parte integrante della comunità educante alla quale danno il loro apporto originale e creativo, a seconda dell’età e del grado di maturazione. Essi sono al centro della missione educativa e sono chiamati ad essere protagonisti della crescita e della vita della comunità.
Al termine della Scuola Secondaria di 1° grado viene proposta a ogni alunno/a l’opportunità di iscriversi all’Associazione degli Ex_Allievi/e.

Ogni gruppo della comunità educante ha i suoi momenti formativi adeguati all’identità e al ruolo.

Sono proposte per i genitori giornate di orientamento religioso e pedagogico guidate da esperti, promossi dall’AGESC in collaborazione con la Direzione della Scuola e le tre Scuole Cattoliche di Giaveno.

INSIEME VIVIAMO IL CARISMA SALESIANO

CON GLI INSEGNAMENTI DI DON BOSCO

Don Bosco era essenzialmente un uomo di azione.

Per molti anni i suoi collaboratori insistettero perchè scrivesse le sue idee pedagogiche e solo nel 1877 Bosco scrisse sette paginette dal titolo: ``Il Sistema Preventivo nella educazione della gioventù``.

Ecco i principi fondamentali della pedagogia di Don Bosco.

1

TUTTO IL GIOVANE

La pedagogia di don Bosco guarda al giovane nella sua interezza. Sono importanti i momenti di gioco e di svago (nelle case salesiane non può mancare lo sport, la ricreazione movimentata e chiassosa); viene favorito il protagonismo giovanile attraverso il teatro, la musica, l'animazione...
``Amate le cose che amano i giovani ripeteva ai suoi educatori``.
Al giovane viene offerta la possibilità dello studio, dell'apprendimento di un mestiere con cui guadagnarsi la vita ed essere un onesto cittadino nel mondo. E ancora, a don Bosco sta a cuore la salvezza dell'anima del giovane che incontra, per cui lo educa al senso cristiano dell'esistenza, gli offre la religione per una gioia più piena, perché vi aspetto tutti in Paradiso.
Sintetizzava il tutto con tre parole, le tre S: salute, scienza, santità, che noi possiamo riscrivere dicendo: gli interessi umani, culturali e spirituali, armonicamente composti nella persona del giovane.

2

OTTIMISMO

Don Bosco guardava al giovane con simpatia: ``Basta che siate giovani perché io vi ami assai``. Si crea così tra educatore ed educando un canale comunicativo che permette col tempo la trasmissione di valori. Un ottimismo realista che tiene conto del positivo presente in ogni giovane, che lavora educativamente perché si crei una personalità armonica, capace di coniugare in se stessa i valori della vita e quelli della fede.

3

FEDE NELL'EDUCAZIONE

Don Bosco in tutto il suo lavoro tra i giovani fu sostenuto da un'idea sola:``L'educazione può cambiare la storia``, per questo ha speso la sua vita.
L'educazione è quel processo interpersonale, lungo nel tempo, che ha come finalità la formazione di ``buoni cristiani e onesti cittadini``.
Non si educa imprigionando la libertà, ma aiutando il giovane ad usarla bene.

4

VERA PREVENZIONE

In termini educativi prevenire significa:
- evitare al giovane quelle esperienze negative che potrebbero compromettere seriamente la sua crescita,
- offrire gli strumenti per affrontare in forma autonoma la vita con tutte le sue difficoltà e contraddizioni,
- creare un ambiente in cui i valori che si intendono trasmettere sono vissuti e comunicati con l'sempio.
C'è un secondo senso legato alla parola prevenzione:
a) riconoscere se stessi e nel giovane un'energia sufficiente capace di condurlo all'autonomia (ottimismo);
b) risvegliare la voglia di camminare, di costruirsi, dandone per primi l'esempio;
c) aiutare il giovane a prendere coscienza delle sue qualità positive e offrire al tempo stesso delle concrete possibilità per cui queste possano esplodere in tutta la loro potenzialità.

5

L'AMORE NELL'EDUCAZIONE

Don Bosco aveva affermato: ``L'educazione è cosa di cuore``. Educare è volere il vero bene del giovane e il primo passo è farselo amico, guadagnare il suo cuore. In una lettera famosa di don Bosco, scritta ai Salesiani da Roma nel 1884, si legge:
Chi sa di essere amato, ama; e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani.

La formazione alla vita cristiana

L’obiettivo che si vuole raggiungere mira ad educare gli alunni alla riflessione a partire da tematiche religiose. Non manca l’attenzione alla dimensione sociale, infatti alle classe seconde e terze Secondaria vengono proposte mete di contatto diretto con diversi tipo di disagio e povertà presenti sul territorio della città di Torino.

Per gli alunni sono considerati momenti esplicitamente “formativi” per la vita cristiana:

  • il “buongiorno” della Direttrice o della Maestra (Sc. Primaria)
  • l’incontro di “animazione” della responsabile di classe (Sc. Secondaria)
  • le giornate di orientamento spirituale (due o tre nell’anno) (Sc. Secondaria)

Le riflessioni proposte nei vari tempi dell’anno:

  • l’Ottobre missionario
  • il Natale di solidarietà
  • la Quaresima di Fraternità

Le varie celebrazioni dell’Eucaristia che sottolineano le feste
e le circostanze più significative:

  • l’inizio dell’anno
  • l’Immacolata
  • Festa di Don Bosco
  • Festa di Maria Ausiliatrice (in Parrocchia)
  • Si propongono celebrazioni penitenziali periodiche e nel mercoledì delle Ceneri.

La Scuola infine cerca di favorire l’inserimento degli alunni nelle rispettive Comunità ecclesiali, in particolare nella Parrocchia per la catechesi e la Messa festiva e nell’Oratorio

Per tutta la Comunità educante ogni anno si sottolinea la proposta pastorale suggerita da Centro di Pastorale Giovanile delle F.M.A. nazionale o ispettoriale; si prende poi in particolare considerazione la Strenna che il Rettor Maggiore dei Salesiani scrive ogni anno a tutta la Famiglia Salesiana sparsa nel mondo.

L’ISTITUTO A GIAVENO

Siamo una famiglia religiosa nata dal cuore di San Giovanni Bosco e dalla fedeltà creativa di Santa Maria Domenica Mazzarello.

        

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